Monthly Archives: Maggio 2015

Piano di ristrutturazione della Curia e Pastorale diocesana

Piano ristrutturazione della Curia 1 Il vescovo mons. Gisana rende noto il piano di ristrutturazione della Curia diocesana, già presentato al clero riunito in Assemblea il 24 aprile scorso presso il Seminario estivo di Montagna Gebbia e anticipato in sintesi sul settimanale diocesano n. 16 del 3 maggio 2015. Piano Ristrutturazione della Curia.pdf

Costituito il nuovo Consiglio Presbiterale

D’Aleo, Passaro, Rivoli e Strazzanti nominati Vicari Episcopali
Il Vescovo mons. Rosario Gisana ha reso nota la composizione del nuovo Consiglio Presbiterale. Con esso si definisce anche il nuovo organigramma della Curia che il vescovo aveva già presentato al clero riunito in assemblea straordinaria il 24 aprile scorso.

don Antonino Rivoli

don Giuseppe D’Aleo

don Angelo Strazzanti

don Angelo Passaro

Alla figura del Vicario generale, mons. Giovanni Bongiovanni, già confermato all’indomani del suo insediamento nella Chiesa Piazzese, si affiancano quattro Vicari episcopali, tutti membri di diritto: per l’Evangelizzazione don Angelo Passaro, per la Liturgia don Antonino Rivoli, per la Carità don Angelo Strazzanti e per il Laicato don Pino D’Aleo. Sono inoltre membri di diritto il Vicario giudiziale mons. Vincenzo Murgano, il Rettore del Seminario don Vincenzo Cultraro e il Delegato per la vita religiosa p. Massimiliano Di Pasquale.

Del Consiglio fanno parte anche i Vicari foranei dei dodici Comuni della diocesi: Aidone – Oliveri don Felice, Barrafranca – don Salvatore Nicolosi, Butera – don Filippo Ristagno, Enna – mons. Francesco Petralia, Gela – don Michele Mattina, Mazzarino – don Carmelo Bilardo, Niscemi – don Pasquale Buscemi, Piazza Armerina – don Antonino Rivoli, Pietraperzia – don Osvaldo William Brugnone, Riesi – don Antonello Bonasera, Valguarnera – don Francesco Rizzo, Villarosa – don Cateno Regalbuto.

I membri di nomina vescovile sono don Ettore Bartolotta, don Giovanni Tandurella, don Giuseppe Fausciana, don Pasqualino di Dio, don Giuseppe Rabita e don Giuseppe Cafà.

Il Consiglio avrà validità per cinque anni.

I religiosi e l’arte in Sicilia

Locandina religiosi Si svolgerà il 26 maggio al Museo diocesano di Piazza Armerina, la giornata di studio “Profezia nel presente. Presenza, esperienze e testimonianza artistica della vita religiosa nella diocesi di Piazza Armerina e in Sicilia” , organizzata dall’ufficio diocesano dei Beni Culturali di Piazza Armerina, con il coordinamento del prof. Giuseppe Ingaglio. La giornata di studio vede coinvolti alcuni tra i più qualificati specialisti del settore. L’idea di fondo della giornata, prende il via a partire dal coinvolgimento degli ordini religiosi nella vita della Chiesa attraverso l’arte, poiché la vita religiosa è stata costantemente presente nella vita della Chiesa e non ha mancato di esprimere con diverse forme d’arte le diverse esperienze attraverso le testimonianze artistiche anche nella diocesi Piazzese o più diffusamente nella Sicilia centromeridionale. Si vorrà evidenziare la professionalità di artisti appartenenti a congregazioni religiose e alla loro produzione artistica.

Leggi il programma > Profezia-nel-Presente-26-Maggio-2015.pdf

Raduno diocesano gruppi Padre Pio

I gruppi di Preghiera di P. Pio della Diocesi di Piazza Armerina si incontrano il 23 maggio presso il Seinario Estivo di Montagna Gebbia. Il raduno è previsto sabato 23 maggio a partire dalle ore 9. Intervengono il vescovo Mons. Rosario Gisana, fra’ Enzo La Porta, Coordinatore regionale dei Gruppi e Adolfo Affatato, figlio spirituale di P. Pio. Informazioni Francesco Paolo Orlando 335 6121925.

Giornata della famiglia a Gela

Il 15 maggio è la giornata internazionale della famiglia. La ricorrenza nella città di Gela è stata istituzionalizzata ed usufruisce del patrocinio gratuito del Comune. Le associazioni Gela Famiglia, il Centro Aiuto alla Vita di Gela, in collaborazione con l’associazione Genitori Scuole Cattoliche e l’istituto suor Teresa Valsè hanno perciò organizzato una manifestazione proponendo di affrontare la questione della famiglia di fronte al compito di servire la vita, attraverso la solidarietà familiare, nell’aspetto dell’adozione e dell’affido.
Il programma approntato dalle associazioni prevede alle ore 10 la Celebrazione eucaristica nella Chiesa di S. Francesco seguita da un sit in nella omonima piazza. Nel pomeriggio alle ore 17 presso l’auditorium del Liceo Classico “Eschilo” avrà luogo un convegno sul tema: “Affido e Adozione”. Interverranno mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, Gabiella Tomai, Magistrato del Tribunale dei Minori di Caltanissetta e Salvatore Adamo, Presidente dell’Associazione “MetaCometa”.

 

Festa regionale della famiglia a Niscemi

Organizzata dalle suore della Sacra Famiglia di Spoleto e dall’Associazione Laici Bonilliani di Niscemi, domenica 17 maggio presso l’oasi Madonna del Buon Consiglio in contrada Stizza a Niscemi si terrà la festa regionale della Famiglia che avrà per tema “La Santa Famiglia educa all’amore”. Il programma prevede dopo il momento di accoglienza, alle 9.30 i saluti e la presentazione dei gruppi. Seguirà la relazione sul tema della giornata a cura di mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina che presiederà anche la Celebrazione Eucaristica. Dopo la pausa pranzo ci saranno dei momenti di intrattenimento con uno sketch sulle virtù Nazarene e la rappresentazione di don Giuseppe Giugno dal tema “Il ritrovamento del quadro di Maria Ss. del Bosoc di Niscemi” a cura del gruppo Teatro Ricerca di Niscemi.

Scarica programma pdf

Veglia di Pentecoste 2015

Le veglie cittadine avranno luogo:
Aidone: parrocchia Maria Ss. di Lourdes alle ore 20.30 sabato 23 maggio.
Butera: parrocchia Chiesa Madre alle ore 20.30 sabato 23 maggio.
Piazza Armerina: parrocchia S. Cuore sabato 23 maggio alle ore 20.30.
Riesi: parrocchia Chiesa Madre sabato 23 maggio ore 20.30.
Scarica il sussidio della CEI

 

17 maggio: colletta nazionale per la popolazione del Nepal

Sono migliaia le vittime accertate, ma il bilancio è ancora provvisorio, del sisma di magnitudo 7,9 che ha colpito lo stato asiatico del Nepal nella mattina del 25 aprile, con epicentro tra la capitale Kathmandu e la città di Pokhara. Altissimo anche il numero dei dispersi sotto le macerie, in una zona dall’alta densità di popolazione ed in cui le costruzioni sono spesso fatiscenti. Anche nei paesi circostanti le forti scosse sono state avvertite in modo distinto.

A causa della straordinaria gravità del sisma, dopo lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell’otto per mille disposto nei giorni scorsi, la Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, ha indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane domenica 17 maggio 2015, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti.

“Mentre continua purtroppo a salire il numero dei morti – ha detto mons. Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana – vogliamo come Chiesa italiana far sentire la nostra vicinanza alla popolazione del Nepal, nella preghiera e nella solidarietà concreta. Come in ogni emergenza è altrettanto importante una pianificazione e organizzazione degli aiuti per rispondere in modo mirato alle esigenze delle famiglie colpite. Sono certo che anche questa volta ci sarà una risposta generosa del popolo italiano”.

Caritas è presente in Nepal ed è sostenuta negli interventi da Caritas India e da tutta la rete Caritas. Dopo essersi concentrati sugli aiuti agli sfollati nella capitale, da giorni dei team Caritas hanno raggiunto alcune zone più periferiche come Gordkha, Sindhupalanchowk, Nuwakot, Lamjung, Rasuwa, Dhadhing, Kavre e Okheldhuga. Le priorità restano cibo, acqua e riparo. Si sta anche cercando di fornire un sostegno psico-sociale. Finora sono state raggiunte circa 4.000 famiglie. Sono stati già distribuiti 3.000 teloni cerati e 10.000 tende.

Papa Francesco  ha seguito fin dall’inizio in preghiera e con grande preoccupazione l’evolversi della situazione, partecipando al dolore di quanti sono stati colpiti. E dopo la recita del Regina Coeli domenica 26 aprile, ha espresso “vicinanza a popolazione colpita” e ha lanciato un appello affinchè “abbiano il sostegno della solidarietà fraterna”.

Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana S.J., ha dichiarato subito dopo il sisma: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una situazione di grave emergenza». Al primo esame, ci sono moltissimi danni fisici, con il crollo di molti edifici, e molti altri che presentano crepe. «Grazie al cielo – aggiunge padre Pius – il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all’aperto».

Anche la nostra diocesi aderisce all’iniziativa per il tramite della Caritas diocesana. Le offerte raccolte nelle parrocchie della diocesi dovranno essere inviate alla Caritas diocesana che le inoltrerà a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 10156941intestato a Caritas Diocesana Piazza Armerina, oppure su C/C bancario IBAN IT04W03 3590 1600 1000 0006 5601specificando nella causale: “Asia/terremoto Nepal”.

Riflessioni su “Firenze 2015” a cura di Don Pino Giuliana

Sussidio Firenze 2015 Per un reale umanesimo
Il Popolo soggetto primario
 
“Quello che lo Spirito dice alle Chiese” potrebbe essere una affermazione se citassi i passi dell’Apocalisse, ma il mio vuole essere un interrogativo: “Cosa lo Spirito vuole dire alle Chiese, oggi?”. È fuori dubbio l’insegnamento e la testimonianza di Papa Francesco e, a seguire, dei Vescovi, ma cosa emerge o dovrebbe emergere dal Popolo santo di Dio? Esso è soggetto primario: lo sancisce il Concilio Vaticano II, e lo ripete, come ritornello, Papa Francesco. Sentirsi “un popolo in cammino verso Dio”, “non come esseri isolati”, l’uno accanto all’altro, indifferenti, con la sensazione di estraneità, tranne amichevolmente in cerchi ristretti. Ognuno ha il proprio problema o la propria gioia da esibire in fogge più o meno stravaganti. Al contrario è necessario essere l’uno per l’altro, in collaborazione, in accordo reciproco, pezzi vari di un unico mosaico, vincendo il Divisore che causa l’indifferenza, la contrapposizione, la lotta, l’invidia, la sopraffazione e tutte le forma di violenza.

Il secolo scorso fu lacerato da due guerre mondiali con milioni di morti, distruzioni di ogni genere; da una emigrazione di massa; da ideologie e dittature devastanti; dai postumi della rivoluzione illuministica a quella marxista-comunista al nazi-fascismo; da altri moti sussultori, il 68, al terrorismo di varie forme e tutte sanguinarie e distruttive; dall’involuzione e crisi economica di fine secolo, che perdura oggi, ai problemi bioetici…

Dal Popolo di Dio sorsero movimenti di spiritualità e di apostolato a dimensione super nazionale: dall’Azione Cattolica (Preghiera- Azione- Sacrificio) per “instaurare omnia in Christo” al Movimento dei Focolari (l’unità a Dio e agli altri) al Rinnovamento Carismatico (Risveglio dei carismi dello Spirito Santo), all’Opus Dei, a Comunione e liberazione, ai movimenti di pietà mariana con pellegrinaggi ai luoghi di apparizioni, ai gruppi spontanei critici o di contestazione. Da ricordare anche varie congregazioni religiose maschili e femminili. La loro spinta rinnovatrice ha trovato eco nel grande evento del Concilio Vaticano II.

Non è facile dare una risposta alla mia domanda, ma faccio alcune riflessioni con uno sguardo a partire dall’impegno di ognuno, rimandando ad altro momento la dimensione strutturale – ecclesiale. Riesce il susseguirsi incalzante di “Documenti”, “Dichiarazioni”, ”Convegni” ma anche l’attivismo socio-pastorale, a rendere vivo e operante lo spirito di rinnovamento, più precisamente quella ri- evangelizzazione che è nell’ansia di tutti? Possiamo lasciarci condizionare (comprendere sì), paralizzare dal cambiamento della società in tutte le forme ed espressioni a volte più che provocatorie, intimidatorie? Pur interpretando le esigenze della gente sono possibili le risposte e quali?

Viviamo in un mondo in movimento e non possiamo ignorare i problemi – anche quando ci sentiamo impotenti, le soluzioni non dipendono da noi o possiamo fare poco – dalla fame nel mondo alle guerre, dalla scristianizzazione crescente dell’Occidente alle persecuzioni dei cristiani, dalle immigrazioni ai senza lavoro, dai malati terminali alle devianze giovanili, dalla crisi della famiglia alla immoralità generalizzata, dalla perdita della coscienza alla forza pervasiva e martellante dei mass-media ed altro ancora…

Nell’Incarnazione il Figlio di Dio assume la natura umana (non il peccato) per ribaltarla con il dono perenne e attuale di se stesso. Con la sua Parola. Niente è più innovativo e al contempo anti mondano, controcorrente, del discorso della Montagna, le beatitudini (cfr Mt 5 e Lc 6). Gesù vi fonda la “Parola nuova”, il modo nuovo di vivere e ribaltare la società nelle sue logiche culturali, religiose, morali, sociali, politiche, militari. Bisogna partire da qui. Come? Misurare le nostre azioni, i nostri progetti, le ricorrenti e significative “Note pastorali” e i piani, ogni espressione del vivere e del pensare sulle beatitudini.

Sarebbe utile e proficuo che ci raccontassimo dei fatti, delle testimonianze semplici, umili, ordinarie, per la comune edificazione, per capire che può esserci un altro modo di pensare, agire. Trasformare le scelte della vita in “beatitudine”. La beatitudine è anzitutto possesso di Dio, essere abitati da Lui e ciò avviene nell’amore che diventa preghiera e la preghiera che è voce dell’amore.

Per ogni cristiano non può che essere chiaro, fondamentale, irrinunciabile. “Per me vivere è Cristo… guai a me se non evangelizzo”, confessa Paolo. Ognuno di noi dovrebbe potere raccontare la sua vita, ispirata e tesa al compimento delle beatitudini. Non che sia scontato, tutt’altro ma per questo non si deve evitare il confronto o trovare auto-giustificazioni. La povertà, mitigata “in spirito”- ma proprio in questo più impegnativa – può far paura e più che liberare l’animo, vi si contrappone l’avidità e non avendola ci si acquieta; la sofferenza non può piacere, al più va sopportata, tentando, come è giusto, di eliminarla, mitigarla in ogni modo e tanto basta. La mitezza si vede più come un fatto caratteriale, pur nell’impegno di evitare contrasti, arrabbiature. Certo non si vuole fare la parte del fesso, del senza carattere. Aver fame e sete della giustizia se ci si trova di fronte a palesi ingiustizie individuali, molto più se sono strutturali, sociali: come si fa? Si allargano le mani. La misericordia, se non è vista come debolezza, è sempre difficile quando si subiscono torti, e se bisogna perdonare (settanta volte sette è un po’ troppo), i distinguo sono a getto. La “giustizia” scatta se viene trascurata dagli altri. Per se stessi qualche motivazione si trova. Tanti “se” coloriti da “ma”. La purezza del cuore deve fare i conti con la fragilità: “Lo spirito è pronto ma carne è debole”. La mentalità del mondo inquina la mente, il cuore, i costumi. La pace è desiderabile ma non dipende solo da noi e, se ci coinvolge, le barriere non sono facili da superare. L’essere perseguitati crea apprensione, difesa, vittimismo. Alla fine che resta?

Comunque non è proprio sempre così: ognuna delle beatitudini pone degli interrogativi, chiede delle scelte, a volte delle costrizioni, ci si prova a farle con serenità, con fede, alla sequela del Signore, consapevoli che se “Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini, lungi da me, Satana” (Gesù a Pietro) e ai discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Mt 16,22 -24).

È saggio non mettersi avanti l’asprezza della montagna, le poche forze, le mille stanchezze e dubbi, ma “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani… A ciascun giorno basta la sua pena” Mt 6,33-34. Ma “Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,1-8).

Una aggiunta a margine, non fuori campo: ci si può chiedere come il nostro Servo di Dio Mons. Mario Sturzo con l’azione e gli scritti contrastò l’idealismo a-cristiano, si oppose al socialismo marxista ateo e al liberalismo economico e massonico; come rispose ai problemi sociali, volle l’impegno del clero e incrementò la vita cristiana del popolo?

Don Pino Giuliana
padregiulianariesi@virglio.it

Altre eventuali riflessioni e contributi sono graditi. Saranno pubblicati a discrezione del webmaster

Modulistica I.R.C. per gli anni 2015-17

Pubblicata la modulistica per l’insegnamento della Religione Cattolica negli anni 2015-17 relativa agli Aspiranti all’Insegnamento, Docenti Stabilizzati, Docenti di Ruolo. scarica i moduli

La documentazione deve pervenire all’Ufficio Scolastico Diocesano entro e non oltre l’1 giugno 2015

Translate »