Monthly Archives: Febbraio 2017

Incontri di Pastorale familiare nei Vicariati

La “sessualità” Liturgia Corporea e cosmica dell’uomo vivente

Prendono il via la seconda serie di  incontri di formazione di Pastorale familiare organizzati dall’equipe diocesana, con i direttori don Giacinto Magro e i coniugi Antonio e Michela Prestia. Il tema attorno al quale verteranno gli incontri è “Riflettiamo sulla Amoris Laetitia. La “sessualità” Liturgia Corporea e cosmica dell’uomo vivente”. Come nel primo incontro i comuni della diocesi sono stati divisi in zone per facilitare gli spostamenti secondo il seguente calendario

MAZZARINO (Butera – Riesi – Mazzarino) Venerdì 3 marzo ore 20
BARRAFRANCA (Barrafranca – Pietraperzia) Sabato 4 marzo ore 20
GELA Lunedì 6 marzo ore 20
AIDONE (Aidone – Piazza Armerina – Valguarnera) Martedì 7 marzo ore 20
VILLAROSA (Enna – Villarosa) Venerdì 10 marzo ore 20
NISCEMI Sabato 11 marzo ore 20

Per informazioni sulla sede degli incontri Coniugi Blandi Salvatore e Geraci Stella: cell. 3683950604

Assemblea elettiva dell’Azione Cattolica diocesana

I soci dell’Azione Cattolica convocati per rinnovare le cariche

“Fare nuove tutte le cose” è il tema della XVI Assemblea elettiva dell’Azione Cattolica diocesana. Domenica 17 febbraio i soci dell’Azione Cattolica sono convocati a partire dalle ore 9, presso i locali della chiesa di San Pietro in Piazza Armerina per eleggere il nuovo direttivo. La convocazione avrà inizio con la preghiera alla quale seguirà la relazione della presidente diocesana uscente dott.ssa Caterina Falciglia. Interverrà quindi il delegato nazionale dell’Azione Cattolica prof.ssa Melina Perricone. Alle 11.30 la celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Rosario Gisana e la consegna delle nomine Vescovili ai presidenti parrocchiali. Dopo il pranzo, avrà luogo l’insediamento dei seggi elettorali con la formazione delle liste e l’inizio delle operazioni di voto, dalle quali usciranno i nominativi che dovranno comporre il Consiglio direttivo dell’Azione Cattolica per il prossimo triennio.

Istituzione dei Ministri Straordinari della Comunione

La Celebrazione in Cattedrale il 25 marzo alle ore 17

Avrà luogo il prossimo 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, la Celebrazione per il rinnovo del mandato dei Ministri Straordinari della Comunione e il conferimento del mandato ai nuovi candidati per l’anno 2017. Sarà il vescovo mons. Rosario Gisana, nel corso della celebrazione Eucaristica in Cattedrale,  alle ore 17, a rinnovare  il mandato ai Ministri Straordinari della Comunione e nella stessa celebrazione conferirà il mandato ai nuovi Candidati.
L’Ufficio Liturgico, diretto da don Pasquale di Dio ha organizzato tre incontri per la preparazione dei nuovi Ministri Straordinari della Comunione. La preparazione si articolerà in tre incontri che si svolgeranno  nelle giornate di domenica 5 marzo  presso il salone parrocchiale di Santo Stefano in Piazza Armerina;  domenica 12 marzo presso il  salone della chiesa di S. Agostino in Gela e domenica 19 marzo presso il salone parrocchiale di Sant’Anna in Enna. (Gli incontri avranno inizio alle ore 16.30 e si concluderanno alle 18)
Per i nuovi candidati la presenza alla preparazione è obbligatoria e senza di essa, non si potrà ricevere il mandato.

Scarica le griglie da compilare con i nominativi dei nuovi ministri straordinari e quelli da confermare.
Le griglie dovranno essere consegnate all’Ufficio Liturgico anche via e-mail liturgico@diocesiarmerina.it

Allegato A - Rinnnovo

Allegato B - Nuovi candidati

15° Anniversario della morte di mons. Vincenzo Cirrincione

Domenica 12 febbraio ricorre il 15° anniversario della morte di mons. Vincenzo Cirrincione, decimo vescovo della diocesi. Il vescovo mons. Rosario Gisana domenica 12 febbraio, ore 10, celebrerà nella Basilica Cattedrale di Piazza Armerina la Santa Messa in ricordo di mons. Cirrincione. Nel corso delle Messe di domenica in tutte le parrocchie della Diocesi sarà ricordato.

Mons. Vincenzo Cirrincione (1926-2002), iniziò il ministero pastorale a Piazza Armerina l’8 marzo 1986, fu un pastore amato dal suo popolo. Egli continuò nella scia dell’attuazione del Vaticano II iniziata dal suo predecessore. Promosse la pastorale giovanile e gli incontri diocesani dei giovani. Impegnò la diocesi nella preparazione e nella celebrazione del Giubileo del 2000 con una serie di iniziative pastorali fra le quali vari convegni pastorali diocesani e la missione diocesana. Con propri contributi riuscì a portare a termine la costruzione e l’apertura del Seminario estivo di Montagna Gebbia, dove morì improvvisamente il 12 febbraio 2002.

“Uniamo le nostre forze”. Lettera alla Città di Gela

Il Vescovo Rosario Gisana, il Clero di Gela e l’Osservatorio Pastorale Cittadino scrivono una Lettera aperta alla città di Gela.

In occasione della Giornata per la vita, che si celebra il 5 febbraio, il vescovo mons. Rosario Gisana, i sacerdoti e l’Osservatorio Pastorale hanno inviato una lettera aperta alla Città di Gela.
In essa, dopo aver delineato la grave situazione di crisi in cui versa la città,  lanciano un appello alle istituzioni, agli amministratori, agli imprenditori locali, ai credenti e a tutta la cittadinanza, ad unire le forze secondo il proprio ruolo e impegno, chiedendo di “com-partecipare alle risoluzioni, ad accettare che la via della solidarietà sia l’unica possibile, affinché i nostri giovani possano tornare a sperare e i nostri anziani a vedere confermati i propri sacrifici”.
La questione di Gela, si legge nella lettera “non riguarda soltanto coloro che stanno soccombendo ai numerosi drammi che mietono sofferenza, solitudine, abbandono. Essa deve interessare tutti e ciascuno; e questo non soltanto perché siamo con-cittadini, ma anche perché la nostra azione di risuscitamento è iscritta nel gene di una fratellanza che guarda all’altro”.

Il testo della Lettera

“Comprendiamo anche che la preghiera, la liturgia, la fede che si esprime nel compimento del dovere quotidiano, la carità vissuta nella trama della vita di tutti i giorni, sono il contributo ‘politico’ più alto che il cristiano possa dare al mondo in cui vive”. (Giuseppe Dossetti)

È appena iniziato un nuovo anno e la nostra amata città è chiamata a fare i conti con le pesanti eredità che incombono sul suo presente. La crisi occupazionale rappresenta il primo e più immediato tassello di un mosaico di emergenze economiche, sociali e umane. La crisi dell’indotto, causata dalla fine dell’industria petrolchimica, la riconversione voluta dall’Eni che però sembra ancora lontana dalla sua concretizzazione, le difficoltà, sia pratiche che ideologiche, nel reindirizzare le energie collettive verso nuove possibilità di sviluppo, hanno acuito un forte senso di scoramento che pervade ogni ambito della collettività. Il disagio sociale, economico, esistenziale è lapalissiano. Ne è un esempio chiaro la crisi che affligge la famiglia, quel microcosmo così essenziale nella nostra vita che vede annidarsi al suo interno l’aspetto più grave e drammatico di questo tempo: la paura di prospettarsi un futuro. Se c’è un interesse precipuo, è proprio alla famiglia che, oggi, occorre guardare con attenzione. La mancanza di lavoro non inferisce sui singoli. Sono le relazioni familiari ad essere compromesse, dentro un’onda di drammaticità che pesa fortissimamente su coloro che hanno il compito di servirla. Sì, perché mentre si serve la famiglia, con impegno, solidarietà e trasparenza amministrativa, si promuove il rilancio di una città in condizioni languide e disperate, una città che ancora oggi continua a piangere tanti, troppi morti a causa dei tumori che distruggono prematuramente progetti e speranze di intere famiglie. Una città in cui un livello dignitoso di qualità della vita, che dovrebbe essere normale nell’epoca contemporanea, è pressoché un miraggio.
Al di là di qualche sparuto e appariscente fremito di emotività popolare, espresso, ad esempio, nelle numerose manifestazioni a carattere cittadino, di fatto è mancata nella quotidianità quella spinta propulsiva di idee e iniziative in grado di tenere alta l’attenzione della società verso questa drammatica fase della storia di Gela; sono mancate la costanza e l’energia della proposta e dell’impegno. Poche le eccezioni.
Alla luce di tutto ciò, urge un ulteriore e ancor più accorato richiamo alla coscientizzazione verso l’intera globalità della situazione locale. La cittadinanza tutta, e in particolare quanti sentono l’afflato per l’evangelo, sono chiamati ad un impegno ancor più attivo e attento, orientato al bene comune e ad una più autentica promozione della dignità della persona. È chiaro che tutto questo nasce da una constatazione che è anche esortazione, animata dal desiderio di vedere la propria città risorgere: occorre unire le forze. È da irresponsabili lasciarsi condizionare dai propri interessi, a diversi livelli, soprattutto quando è in gioco il bene comune che è un bene sociale, cioè un bene di tutti. A ciascuno, secondo il proprio ruolo e impegno, è chiesto di com-partecipare alle risoluzioni, ad accettare che la via della solidarietà è l’unica possibile, affinché i nostri giovani possano tornare a sperare e i nostri anziani a vedere confermati i propri sacrifici. La questione “Gela” non riguarda soltanto coloro che stanno soccombendo ai numerosi drammi che mietono sofferenza, solitudine, abbandono. Essa deve interessare tutti e ciascuno; e questo non soltanto perché siamo con-cittadini, ma anche perché la nostra azione di risuscitamento è iscritta nel gene di una fratellanza che guarda all’altro, percependo il fremito di un’arcaica appartenenza.
Alle istituzioni locali di diverso genere (politici, sindacati, credenti nelle diverse confessioni, dirigenti scolastici ed insegnanti, associazioni di solidarietà e quanti sono impegnati nella formazione) si chiede con forza grande responsabilità.
Agli amministratori e alla classe politica cittadina chiediamo di tralasciare le beghe di partito, per far confluire ogni sforzo ed energia verso la socialità, manifestando più attenzione e coraggio a sanare e colmare le numerose carenze economiche e sociali della città.
Agli imprenditori locali chiediamo l’impegno per una nuova interpretazione del loro ruolo, secondo una prospettiva più sociale, nell’interesse di quei tanti lavoratori che rischiano, a causa della disoccupazione, di perdere la propria dignità.
Alla comunità dei credenti chiediamo di vivere in maniera più incarnata il vangelo dell’amore di Cristo, traducendo in gesti concreti il messaggio dell’autentica condivisione, affinché le persone povere e bisognose trovino modalità di vita più dignitose.
A tutti chiediamo di essere più autentici e solidali, guardando soprattutto ai nostri cari giovani, che rappresentano il volto nuovo della nostra città. È nostro compito renderli protagonisti propositivi e intraprendenti delle dinamiche cittadine, giacché, solo attraverso la loro partecipazione attiva, le loro idee e il loro coraggio, sarà possibile sviluppare realisticamente un percorso di crescita verso una società migliore.
«Aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per far fronte a delle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro»: teniamo queste parole di Papa Francesco come riferimento del nostro operato, ricordando ogni giorno che, nonostante le numerose difficoltà, siamo chiamati, in quanto testimoni dell’amore di Cristo, a testimoniare la possibilità di un riscatto pieno ed esaustivo. Pertanto – ci ricorda ancora Papa Francesco: «Non lasciamoci rubare la Speranza!».

Gela, 5 febbraio 2017 – giornata per la vita

Il Vescovo
Il Clero di Gela
L’Osservatorio Pastorale Cittadino

Lettera pastorale osservatorio-pastorale Gela.pdf (276 download)

Ritiro Mensile del Clero

Venerdì 10 febbraio avrà luogo il ritiro mensile dei sacerdoti della diocesi. L’incontro avrà inizio alle ore 10 e si terrà presso l’Istituto delle suore serve dei Poveri (Boccone del povero) di Piazza Armerina. A guidare l’incontro, dedicato quest’anno attorno alla riflessione sull’Amoris Laetitia, sarà don Carmelo Torcivia docente di Teologia pastorale presso la Facoltà teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo.

Don Carmelo Cosenza direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali

È don Carmelo Cosenza il nuovo direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali. Lo ha nominato il vescovo mons. Rosario Gisana dopo che don Giuseppe Rabita, è stato nominato dai Vescovi siciliani alla direzione della segreteria Pastorale della CESi.
Don Carmelo, prestava già il suo servizio nell’ufficio fin dalla sua istituzione nel 1994 da parte di mons. Cirrincione e dalla nascita del Settimanale diocesano “Settegiorni dagli Erei al Golfo”, che continuerà ad essere diretto da don Rabita. È parroco della parrocchia Santa Maria la Cava – Santuario San Filippo apostolo e Vicario foraneo di Aidone. È membro del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei Consultori. La funzione dell’ufficio per le comunicazioni sociali è particolarmente significativa. L’ufficio è a servizio del Vescovo e degli altri organismi della Curia. Il suo compito è di raccordare ad intra e ad extra gli organismi pastorali, raccogliendo e smistando informazioni sulle attività della Diocesi. Ciò significa che quest’organismo costituisce il basamento su cui si fonda tutta l’attività informativa della Diocesi.

Forum sui disturbi psichici nella globalizzazione

In dialogo con la comunità educante

Il prossimo venerdì 10 febbraio,  a partire dalle ore 10 presso il teatro Eschilo di Gela avrà luogo un seminario dal tema “I disturbi psichici nella globalizzazione. Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività”. Il seminario organizzato da “Movi”, “Cantiere Gela”, “Cesvop”, Comune e Ufficio catechistico diocesano è rivolto a insegnanti, genitori, catechisti, educatori, operatori sociali e volontari. Interverranno Francesco Comelli, psichiatra – psiconalista professore di etnopsicopatologia all’Università di Urbino e Alessandro Raggi psicoterapeuta e psicoanalista. L’ingresso è libero e fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni movigela@gmail.com

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