L'omelia del Vescovo alla Messa Crismale

Testimoniare il Signore con il buon esempio

Lo scorso 2 aprile, Giovedì Santo, nella Basilica Cattedrale di Piazza Armerina ha avuto luogo la Messa Crismale, presieduta dal Vescovo e concelebrata dai sacerdoti e diaconi della Diocesi. Il servizio liturgico è stato curato dagli alunni del Seminario Diocesano. La celebrazione è stata animata dalla corale “Magnificat” di Barrafranca” diretta dal maestro Claudio Paternó. Nel corso della celebrazione  il vescovo monsignor Rosario Gisana ha benedetto gli olii dei catecumenati e degli infermi e consacrato il Crisma;  i sacerdoti e i diaconi hanno rinnovato le loro promesse.
Mons Gisana ha iniziato l’omelia porgendo un saluto alla comunità di Niscemi, afflitta dalla piaga della frana e a questo proposito va ricordato che tutta la Diocesi si è mobilitata per raccogliere fondi da devolvere ai niscemesi, duramente colpiti dalla calamità.
Oggi si loda il Signore tutti insieme – ha detto mons. Rosario – e gli si dà lode onore gloria e potenza nei secoli”.
È importante capire che quanti amano  Cristo debbono innanzitutto osservare la sua Parola  e così prenderanno parte al suo Regno e ciò è significato dalla lettera di Paolo ai Filippesi : “Abbiate gli stessi sentimenti che furono di Cristo…”.
E così, l’impegno  per la comunione per chi si riconosce nel discepolato “perché tutti siano una sola cosa” non riguarda solo i pastori ma tutti, per cui bisogna testimoniare il Signore con il buon esempio. E questo il tema pastorale del prossimo anno. Un passaggio importante il vescovo ha fatto sulla dinamica della solidarietà della condivisione tramite la metafora del “Rallentare il passo attendendo i più tardivi” . “Dal momento in cui abbiamo deciso di aderire al Vangelo ci è stato dato un compito in un momento difficile. Questo dovrebbe farci riflettere, non riguarda la chiusura di un mondo a partire da noi” .
Un pensiero, il Vescovo, ha rivolto ai giovani: “Pochi  nelle nostre assemblee, non ci sono più i gruppi giovanili nelle parrocchie. Il Signore ci chiede qualcosa in più nella nostra vita Cristiana. I giovani sono sempre esigenti e il comportamento cristiano degli adulti è fondamentale. Siamo un pó troppo mondanizzati e dobbiamo imparare a trovare la scia per guidare le nostre azioni. Noi siamo punto di riferimento e i ragazzi ci guardano. “Il sacerdozio non è un privilegio e bisogna creare i parametri giusti per lasciare il mondo stupefatto”. A immagine del santo che vi ha chiamati diventate santi anche voi.

omelia crismale (2 aprile)

 

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