FESTA DI MARIA SS. DELLE VITTORIE Il discorso del Vescovo alla Città, durante la processione

Essere devoti a Maria, diventando devoti dei fratelli

Nel corso della processione di Maria Ss. delle Vittorie Patrona della città e Diocesi di Piazza Armerina, sabato 15 agosto, il Vescovo mons. Rosario Gisana, durante la sosta nella piazza generale Litterio Villari, ha rivolto il suo discorso alla Città. In seguito il primo cittadino avv. Nino Cammarata a nome dell’intera città ha fatto l’atto di affidamento a Maria Ss. delle Vittorie. (il testo del discorso a conclusione dell’articolo)

“Fissiamo lo sguardo sulla Madonna,  – ha esordito mons. Gisana – rivolgendosi alla folla presente –  su Maria Santissima delle Vittorie, la cui fede risoluta ci invita a riflettere sul modo come stiamo vivendo il vangelo nel nostro quotidiano”.

Il vescovo richiamando la devozione alla Vergine Maria ha sottolineato la necessità di  “imparare anche noi a essere discepoli di Cristo”, mettendo Dio “nella nostra vita al di sopra di tutto”.
Non è mancato nel discorso del Vescovo il richiamo alla situazione difficile per l’intera umanità: i tanti conflitti che affliggono l’umanità,  il dolore di molte famiglie che sempre più vanno impoverendosi. “Quest’ultimo aspetto  – ha sottolineato mons. Gisana è davvero inquietante, perché sta mettendo a dura prova il futuro dei nostri giovani in attesa di nuove prospettive”.
un richiamo è stato fatto anche al fenomeno migratorio “quello che sta accadendo a Ceuta, il cui fenomeno, con ripercussioni gravi a livello etico, ci interroga sul nostro modo di essere cristiani, devoti certo della Madonna e – si suppone –
discepoli di Gesù”.
Un richiamo è stato fatto anche a un’altra criticità “altrettanto preoccupante: il cambiamento del clima sulla terra.

Il vescovo richiamando ha sottolineato che essere discepoli di Gesù e devoti della Madonna, significa “essere solerti uditori dei gemiti delle persone che soffrono: di coloro che si trovano ad affrontare miserie inaspettate, di quelle persone che non sanno
reagire alla tragicità della vita, che soccombono di fronte al male e che, deluse, si lasciano trascinare dall’illusione di un fatuo benessere”.

“Diventare discepoli di Gesù, alla maniera della Madonna, vuol dire prendersi cura dell’altro in modo attento, amabile e anche devoto”. La devozione che abbiamo nei confronti della Madonna dovrebbe tradursi in devozione per l’altro, per coloro con i quali viviamo o quelli che il Signore ci fa incontrare” . Ed è per questo che il Vescovo ha detto che oggi c’è bisogno di veri devoti della Madonna e  per questo è necessario “scendere con coraggio nell’agone della vita, non lasciandoci trascinare dall’onda d’urto provocata dal male dissennato”.

Discorso-alla-citta-15-agosto-2026.pdf (5 download )

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